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Fattore di potenza ledwall:
la trappola che si nasconde a basso carico.

Un maxischermo consuma meno quando è scuro o dimmerato di sera. Ma è proprio lì, al 10-20% del carico, che il fattore di potenza di un modulo senza correzione attiva rischia di peggiorare — non di migliorare. Cosa significa per la bolletta, e quando diventa un problema di normativa, non solo di bollette.

In breve

Un fattore di potenza basso non raddoppia i kWh fatturati. Raddoppia la corrente nei cavi a parità di potenza utile. Sopra i 16,5 kW di potenza disponibile, l'energia reattiva si paga in due casi: prelevata in F1-F2 oltre il 33% dell'attiva (cos φ sotto 0,95 circa) e, dal 2023, immessa in rete in fascia F3 (Delibera 232/2022/R/eel). Il momento critico non è il pieno carico: è la sera e la notte, quando il ledwall lavora a bassa potenza e diventa capacitivo.

Cos'è il fattore di potenza, e cosa non è

Il fattore di potenza (PF) è il rapporto fra la potenza attiva (i kW che davvero accendono i LED) e la potenza apparente (i kVA che l'impianto elettrico deve comunque fornire). Con PF = 1 coincidono. Con PF = 0,5 la potenza apparente richiesta è il doppio.

Il cos φ è una cosa più ristretta: misura solo lo sfasamento fra tensione e corrente. I due numeri coincidono quando la corrente è una sinusoide pulita. Un modulo di potenza senza PFC assorbe invece una corrente a impulsi, piena di armoniche: può avere un cos φ buono e un PF intorno a 0,5. Un analizzatore di rete li mostra entrambi, insieme alla distorsione armonica (THD).

Circolano due affermazioni opposte, entrambe imprecise. La prima: «un PF basso raddoppia la bolletta» — falso, i kWh attivi fatturati restano quelli. La seconda: «il PF non conta» — altrettanto falso.

Quello che cambia davvero è la corrente. A parità di potenza utile, un PF di 0,5 fa passare il doppio della corrente negli stessi cavi. Significa sezioni maggiorate, più perdite in linea, più calore nei quadri — e, su un contratto business, il rischio concreto di penali per l'energia reattiva.

Perché peggiora proprio quando lo schermo consuma meno

Un maxischermo outdoor non lavora quasi mai a piena luminosità. Passa la maggior parte delle ore serali e notturne a contenuti scuri e dimmerazione ridotta — spesso sotto il 20% del carico nominale.

All'ingresso di ogni modulo di potenza c'è un filtro contro i disturbi (filtro EMI), fatto anche di condensatori. Quei condensatori assorbono una piccola corrente capacitiva quasi costante, che c'è anche nei modelli con PFC. A pieno carico pesa poco; al 10-20% del carico diventa la parte principale, e lo schermo si comporta come un carico capacitivo.

È il motivo per cui un impianto può superare il collaudo a bianco pieno e poi mostrare un fattore di potenza scadente nell'uso reale, quello di ogni sera. Un PFC attivo ben progettato limita il calo ma non lo annulla: quanto resta a basso carico lo dice la curva «fattore di potenza / carico» del datasheet della serie, non il valore di targa.

Tipo di modulo di potenza
Fattore di potenza tipico
Comportamento a basso carico
Senza PFC (fascia economica)
≈ 0,55
Resta basso: la causa è la corrente deformata dalle armoniche, che i condensatori di rifasamento non correggono
Con PFC attivo
> 0,95 a pieno carico
Cala per effetto del filtro d'ingresso e il carico diventa capacitivo: quanto, lo dice la curva del datasheet

Il valore di 0,55 per la fascia senza PFC è quello già documentato nel confronto TCO a 10 anni di questo sito, preso dal listino tecnico dei componenti — non una stima per questo articolo.

Le regole che contano: l'energia reattiva secondo ARERA

Sulle forniture non domestiche in bassa tensione con potenza disponibile sopra i 16,5 kW, e su quelle in media tensione, il contatore misura anche l'energia reattiva, in kVARh. In bolletta può diventare una voce a parte in due modi:

  • Reattiva prelevata, fasce F1 e F2: si paga la quota che supera il 33% dell'energia attiva, cioè con cos φ sotto 0,95 circa; oltre il 75% (cos φ sotto 0,8 circa) l'aliquota è più alta. È il caso dei carichi induttivi.
  • Reattiva immessa in rete, fascia F3: dal 1° aprile 2023, con la Delibera 232/2022/R/eel. La fascia F3 copre la notte dalle 23 alle 7, la domenica e i festivi: è proprio quando un ledwall dimmerato lavora al 10-20% del carico e si comporta da carico capacitivo.

Non diamo una cifra in euro al mese: dipende dal contratto, dalla potenza impegnata e dalle ore reali di sfasamento. Chi vuole sapere quanto rischia deve leggerlo sulla propria bolletta, o misurarlo sul campo con un analizzatore di rete trifase — non stimarlo a tavolino.

Il caso Stadio Maradona

Allo stadio di Napoli, due maxischermi outdoor (circa 170 m² complessivi, P10 e P8) non superavano il collaudo: armoniche di corrente elevate e un fattore di potenza fermo a circa 0,5 bloccavano la messa in esercizio.

L'intervento ha portato il fattore di potenza da 0,5 a 0,97 e ha abbattuto le armoniche, riducendo la potenza apparente richiesta alla rete da circa 140 a circa 80 kVA. Collaudo superato in 20-25 giorni di lavoro, integrando l'impianto già in cantiere.

Il legame con la dimmerazione notturna

Chi porta la luminosità serale a 150 cd/m² per rispettare i regolamenti comunali (o il taglio dell'85% di corrente che ne segue) sta spingendo l'impianto proprio nella zona di carico più delicata per il fattore di potenza: il 10-20% del regime nominale.

Non è un motivo per rinunciare alla dimmerazione notturna — resta obbligatoria dove previsto e conveniente ovunque. È un motivo in più per scegliere moduli di potenza che rendono bene anche a basso carico, non solo al 100% della scheda tecnica letta in fase d'acquisto.

Come si corregge

Per carichi capacitivi che variano velocemente durante la giornata — come un ledwall che passa dal pieno bianco diurno al dimming notturno — i vecchi banchi di condensatori a gradini non bastano: correggono solo carichi induttivi, e su un carico già capacitivo lo peggiorerebbero.

E se il fattore di potenza è basso per colpa delle armoniche, come nei moduli senza PFC, i condensatori non servono affatto: la corrente deformata si corregge con filtri attivi o cambiando i moduli di potenza.

La tecnologia industriale di riferimento per questi casi sono i quadri con rifasamento attivo a semiconduttori, che seguono il carico in tempo reale su tutto l'arco della giornata. In alternativa, o in aggiunta, moduli di potenza con PFC attivo scelti apposta per rendere bene anche al 10-20% del carico — non solo al 100% della scheda tecnica.

Prima di proporre una soluzione, misuriamo il fattore di potenza reale dell'impianto con un analizzatore di rete trifase, nelle condizioni in cui lavora davvero: non solo a bianco pieno.

Vuole sapere se il Suo impianto rischia le penali ARERA? Un'analisi energetica con misura strumentale del fattore di potenza dice in un sopralluogo se il rischio c'è davvero. Richieda un'analisi energetica — o verifichi prima i consumi generali del Suo schermo con il Simulatore Consumi Express.
FAQ · GUIDA TECNICA4 risposte verificate

Domande frequenti

01Un fattore di potenza basso raddoppia la bolletta elettrica?
No. Il fattore di potenza non cambia i kWh attivi fatturati, quelli che accendono davvero i LED. Cambia la corrente che passa nei cavi a parità di potenza utile: con un fattore di potenza di 0,5 la stessa potenza viaggia con il doppio della corrente. Il rischio reale è un altro: cavi sottodimensionati, quadri da rifare, e su una fornitura business le penali per l'energia reattiva.
02Perché il fattore di potenza di un ledwall peggiora proprio quando consuma meno?
Perché i condensatori del filtro d'ingresso dei moduli di potenza assorbono una corrente capacitiva quasi costante, anche nei modelli con PFC. A pieno carico pesa poco; al 10-20% del carico, quando la corrente utile è piccola, diventa la parte principale e lo schermo si comporta come un carico capacitivo. Un ledwall outdoor passa proprio lì la maggior parte delle ore serali.
03Quando scattano le penali ARERA per energia reattiva su un maxischermo?
Sulle forniture non domestiche in bassa tensione con potenza disponibile oltre 16,5 kW, e in media tensione, le voci sono due. Nelle fasce F1 e F2 si paga l'energia reattiva prelevata oltre il 33% dell'attiva, cioè con cos φ sotto 0,95 circa, con un'aliquota più alta oltre il 75%. Dal 1° aprile 2023 (Delibera 232/2022/R/eel) si paga anche la reattiva immessa in rete in fascia F3: di notte, la domenica e nei festivi, quando uno schermo dimmerato diventa capacitivo. L'importo dipende dal contratto: va letto sulla bolletta reale.
04Come si misura il fattore di potenza reale di un impianto già installato?
Con un analizzatore di rete trifase collegato al quadro, in condizioni di esercizio vere: a pieno bianco e sul contenuto medio che l'impianto trasmette davvero. Una misura presa solo al 100% di carico non dice cosa succede la sera, quando il ledwall lavora quasi sempre.

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